Un’asta, un drappo, del piombo, nastro isolante e tanta pazienza. Le bandiere degli Sbandieratori di Assisi, disegnate da Francesco Mancinelli, sono cambiate nei decenni per forme, tecniche e blasoni, ma hanno sempre mantenuto tre colori: rosso, nero e bianco.
Come è fatta una bandiera
L’asta, dal latino hasta, “lancia”: per lo sbandieratore è come la spada per il cavaliere. Il drappo è un tessuto leggerissimo e quadrato, con un canalotto per infilarlo nell’asta, rinforzi all’impugnatura e sulla punta e piccoli nappetti decorativi. E poi il piombo: un peso inserito nel manico che sposta il baricentro verso il punto da cui inizia il drappo. Allunga la gittata del lancio e indirizza la bandiera, che si allinea con il manico in avanti e il drappo dietro. Senza il piombo lo spettacolo non sarebbe uno spettacolo.
Le prime bandiere erano dipinte a mano, un animale mitologico per ciascuno sbandieratore, lo stesso ricamato sul costume: leone, cavallo, aquila, aquila bicipite, drago, toro, unicorno. I drappi erano disegnati dagli sbandieratori e dalle madri di buona volontà; i più maldestri rovesciavano il barattolo del colore, creando «interessanti opere astratte alla Pollock». Dal 1984 le bandiere hanno l’attuale veste a stampa.