Rosso, nero, bianco

Le bandiere degli Sbandieratori di Assisi

Cinque generazioni di drappi, quattro stendardi, cinque costumi: l’identità del Gruppo, dal 1975.

Un’asta, un drappo, del piombo, nastro isolante e tanta pazienza. Le bandiere degli Sbandieratori di Assisi, disegnate da Francesco Mancinelli, sono cambiate nei decenni per forme, tecniche e blasoni, ma hanno sempre mantenuto tre colori: rosso, nero e bianco.

Come è fatta una bandiera

L’asta, dal latino hasta, “lancia”: per lo sbandieratore è come la spada per il cavaliere. Il drappo è un tessuto leggerissimo e quadrato, con un canalotto per infilarlo nell’asta, rinforzi all’impugnatura e sulla punta e piccoli nappetti decorativi. E poi il piombo: un peso inserito nel manico che sposta il baricentro verso il punto da cui inizia il drappo. Allunga la gittata del lancio e indirizza la bandiera, che si allinea con il manico in avanti e il drappo dietro. Senza il piombo lo spettacolo non sarebbe uno spettacolo.

Le prime bandiere erano dipinte a mano, un animale mitologico per ciascuno sbandieratore, lo stesso ricamato sul costume: leone, cavallo, aquila, aquila bicipite, drago, toro, unicorno. I drappi erano disegnati dagli sbandieratori e dalle madri di buona volontà; i più maldestri rovesciavano il barattolo del colore, creando «interessanti opere astratte alla Pollock». Dal 1984 le bandiere hanno l’attuale veste a stampa.

Cinque generazioni

I drappi, dal 1975 a oggi

Prima generazione

1975

Prima generazione

La prima generazione fu acquistata a Sansepolcro: bandiere pesanti e inadeguate, con decorazioni in tessuto applicato, usate per la preparazione atletica a fine 1975. La prima vera generazione fu dipinta a mano con pennarelli per stoffa: trinciate, con un animale mitologico rosso per sbandieratore. Per la “Coppia” furono elaborate due bandiere dal blasone inquartato e a colori invertiti.

Seconda generazione

1979

Seconda generazione

Un uso più libero dell’inquartatura: nel 1979 bordatura nera, sbarre rosse su bianco e leone rosso rampante in scudo francese antico. Nel 1980 la bandiera con il leone vessillifero, con bande nere e rosse e teste leonine stilizzate.

Terza generazione

1982

Terza generazione

Bandiere di bianco con scudo francese antico a losanghe azzurre e d’oro, sormontato da un elmo d’argento con corona gigliata e drappeggiatura in rosso e nero. Nella seconda edizione viene aggiunta una cornice esterna.

Quarta generazione

1984

Quarta generazione

Bandiere trinciate con bordatura nera o rossa: con bordatura nera, sbarre rosse e leone rosso rampante; con bordatura rossa, sbarre nere e leone nero rampante.

Quinta generazione

1988

Quinta generazione

Dal 1984 la veste attuale a stampa: trinciate di bianco, alla prima il giron rosso con lo stemma del Comune di Assisi (croce nera e leone rosso rampante) affiancato da foglie d’acanto; alla seconda triangoli neri e rossi, con la bordatura a triangoli neri. Si continua comunque a dipingere a mano, in casi di emergenza.

Bandiera degli Sbandieratori di Assisi
Gli animali mitologici disegnati nel 1976 da Luciano Bernasconi per le prime bandiere

Per il cinquantenario

Le bandiere del 50°

In occasione del Cinquantesimo le bandiere originarie sono state riprodotte con stampe e tessuti odierni.

Bandiera degli Sbandieratori di Assisi per il cinquantesimo
1975
Bandiera degli Sbandieratori di Assisi per il cinquantesimo
1979
Bandiera degli Sbandieratori di Assisi per il cinquantesimo
2025
Bandiera degli Sbandieratori di Assisi per il cinquantesimo
Assisi 1223–2023

Gli stendardi

I gonfaloni del Gruppo

Nel gergo calendimaggese i gonfaloni si chiamano stendardi. Ne sono esistiti quattro.

Primo stendardo

1976

Primo stendardo

Di bordeaux, con gli animali rampanti bianchi: cavallo, Pegaso, lucertola, unicorno, anfesibena, drago, toro, aquila bicipite, stambecco.

Secondo stendardo

1979

Secondo stendardo

Partito di azzurro e rosso, con lo stemma del Comune di Assisi (croce d’argento in azzurro, leone d’oro in rosso) sormontato e sorretto da otto scudi francesi antichi.

Terzo stendardo

1982

Terzo stendardo

Di rosso, con la croce e il leone comunali in due scudi, e bande nere ai cantoni.

Quarto stendardo

1988

Quarto stendardo

Partito di rosso e nero, con la croce e il leone comunali in due scudi: è lo stendardo attuale.

I costumi

Cinque costumi in cinquant’anni

Dal “generico medioevo” del 1976 a un equilibrio tra filologia storica, scena e praticità. Illustrazioni di Marco Bovi.

Il primo costume

1976

Il primo costume

Disegnato dal pittore Luciano Bernasconi e cucito da Bruno Tanci, sarto della Parte de Sotto. Veste e camauro in panno di lana rosso, maniche nere, calzamaglia metà nera e metà rossa, animale ricamato scelto da ogni sbandieratore e riportato anche sulla bandiera. I tamburini in panno bicolore rosso e nero.

Il secondo costume

1982

Il secondo costume

Disegnato da Francesco Mancinelli e realizzato da Bruno Tanci: segnò l’indipendenza del Gruppo dalla Parte de Sotto. Corpino in velluto rosso leggero, calzamaglia nera fiammata di bianco e rosso, decoro in panno bianco a quadrati e bande oblique.

Il terzo costume

1989

Il terzo costume

Commissionato al costumista teatrale Giancarlo Colis di Spoleto: velluto di cotone nero e rosso, apertura frontale a “brigantina medievale” con alamari in pelle, fiammatura nero su bianco e rosso, cintura in cuoio.

Il quarto costume

1995

Il quarto costume

Ancora di Giancarlo Colis, che introduce il fustagno: tre intarsi con rombi, quadrati e tagli obliqui, gonnella quartata in tre colori con bordo a merli guelfi.

Il quinto costume

2001

Il quinto costume

Del sarto tagliatore Giorgio Tani, riunisce i migliori elementi di estetica e praticità sperimentati in venticinque anni: veste senza maniche, con il leone dello stemma di Assisi ricamato in oro sul petto, gonnello a merli guelfi, tre fiamme bianche su campo rosso. La camicia è in tessuto a nido d’ape. Oggi i modelli sono stati rivisitati da Daniele Gelsi.

Ingaggia il gruppo

Porta la Scuola Assisana nella tua piazza

Feste, rievocazioni, eventi istituzionali, matrimoni, manifestazioni in Italia e all’estero.

Richiedi lo spettacolo